La storia di Castello Molina

Quella di Castello è una delle undici Regole della Magnifica Comunità di Fiemme: Trodena, Castello, Carano, Daiano, Varena, Cavalese, Tesero, Panchià, Ziano di Fiemme, Predazzo e Moena. Fa parte degli undici Comuni della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme:
Capriana, Valfloriana, Castello – Molina di Fiemme, Carano, Daiano, Varena, Cavalese, Tesero, Panchià, Ziano di Fiemme e Predazzo.

Castello
Le radici storiche del Comune di Castello – Molina di Fiemme affondano nel terreno preparato dalla millenaria presenza di libere genti, che da tempi immemorabili abitarono tutto il territorio di Fiemme. Ciò è confermato dagli insediamenti di Valaverta presso Ziano, di Sottopedonda a Tesero e di Zelor presso la frazione di Castello di Fiemme.

Il doss Zelor
Gli scavi archeologici ne hanno dimostrato l’esistenza fin dall’Età del Bronzo. “il doss Zelor” in particolare appare abitato stabilmente almeno a partire dal V-VI secolo d.C. per poi sparire progressivamente. Al tempo delle migrazioni verso sud dei popoli cosidetti “Barbari” (V-VII sec. d.C.) le popolazioni di origine retico-romana vennero in contatto con popolazioni di origine germanica; in questo periodo ha luogo lo spostamento degli abitanti di doss Zelor verso ovest ai piedi del colle della chiesa, e la formazione del primo nucleo del paese di Castello.

Il Medioevo e la doppia anima di Castello
Nel corso dell’Alto Medioevo a Castello si delinearono due entità politico-amministrative: la “Degania” formata da gruppi familiari costituiti o influenzati da elementi di ceppo germanico e la “Villa” formata dai gruppi familiari autoctoni. L’organizzazione della “Degania” che comprendeva anche gli insediamenti di Capriana, Valfloriana, Stramentizzo e le “Case arimanne”, sparse qua e là nella Valle di Fiemme gradualmente si trasformò in “Giurisdizione” o “Contea di Castello”. Invece la “Villa di Castello” aderì alla Magnifica Comunità Generale di Fiemme a tutti gli effetti, politici e civili. Per gli appartenenti alla “Degania” nel 1605 Massimiliano d’Asburgo, nella sua qualità di Conte del Tirolo, approvò con proprio sigillo la riforma delle osservanze e consuetudini, fino a quel momento tramandate a voce. Per gli appartenenti alla “Villa” o “Regola di Castello”, come per gli altri vicini della valle, la Comunità di Fiemme nel 1615 rinnovò a sua volta il proprio Statuto. Tanto il “Degano” come il “Regolano”, rappresentanti rispettivamente dei due gruppi di cittadini, vengono da allora eletti democraticamente dai capifamiglia.

Napoleone
Tale diversità di appartenenza cessa con le vicende della Rivoluzione Francese e delle guerre napoleoniche, dopo le quali Castello assume l’organizzazione politico-amministrativa ed il nome di “Comune”.

Predaia
Abbastanza antico è anche l’abitato di Predaia: già nel 1314 esisteva infatti una casa abitata dal custode dei cani da caccia del Vicario del Comitato di Castello. Anche i due mulini coevi del “Toneto”, siti accanto all’antica e signorile casa dei Saracini di Trento, rimasero sotto la giurisdizione di Castello fino al 1777.

Molina
Se il nucleo storico di Castello può vantare origini antiche, Molina è invece un paese relativamente recente, sorto ed ingranditosi intorno a due antichi mulini, detti del “Giaco Maros” e del “Ziperian”, che si trovavano sul rio Predaia e nei quali si macinava il grano coltivato nella piana di Castello. A partire dal XVIII secolo l’abitato di Molina si ingrandì progressivamente, grazie all’avvento della società industriale e al conseguente forte sviluppo che ebbero tutti i settori artigianali legati alla lavorazione del legno e della creta, che prosperarono a Molina grazie all’abbondanza di energia idrica del torrente Avisio, del rio Cadino e del rio Predaia. In brevissimo tempo a Molina aumentarono gli insediamenti di famiglie provenienti da tutti i centri della valle di Fiemme e dalle valli vicine, tanto che all’inizio del nostro secolo, Molina insieme a Predaia e Stramentizzo, arrivò ad avere un numero di abitanti superiore alla sede municipale di Castello.

Stramentizzo
Di origini antiche è anche il paese di Stramentizzo. I primi nuclei originari, i tre masi Ponte, Piazzo e Ronco, risalgono al 1200 circa. Comune autonomo per un certo periodo, nel 1928 Stramentizzo fu aggregato d’imperio al Comune di Castello e nel 1948 fu accolto nel nesso della Comunità di Fiemme.

Il vecchio paese, già parzialmente incendiato e distrutto nel 1945 a causa degli eventi bellici, successivamente ricostruito, venne definitivamente demolito e sommerso nel 1956 a seguito della costruzione della omonima diga nella “forra dei Camini” che diede origine all’attuale lago artificiale. Se la gran parte degli abitanti si trasferì nei centri vicini, alcuni vollero ricostruire le loro case in località Scales, dove sorse il paese di “Stramentizzo Nuovo”.

Un nuovo nome
Nell’anno 1973 il Comune, fino ad allora “Comune di Castello di Fiemme”, a seguito di referendum popolare, assume l’attuale denominazione di “Comune di Castello-Molina di Fiemme”.